Pubblicato da: antonio | sabato, 10 dicembre, 2011

Orlacchio: la Palmieri non ha rispettato la volontà popolare

VALLE VITULANESE – Non sembra ne placarsi, tantomeno affievolirsi la polemica innescatasi dopo i provvedimenti assunti per il dimensionamento scolastico. Il comprensorio della Valle Vitulanese è una polveriera pronta ad esplodere e le barricate createsi per difendere la realtà dirigenziale di Cautano si rafforzano con nuovi ed importanti sviluppi portati avanti dal sindaco Antonio Orlacchio.
Il primo cittadino cautanese ha ormai trovato sponda nei colleghi di Campoli del Monte Taburno, Castelpoto e Tocco Caudio, e si sente sicuro di poter esprimere le ansie e le aspettative dell’intera comunità dei quattro paesi. Orlacchio attacca duramente l’amministrazione provincia e bacchetta l’assessore Annachiara Palmieri colpevole, tracciando un bilancio delle parole di Antonio Orlacchio, di aver tradito il territorio valligiano. Ci riferisce Orlacchio: “La Provincia ha definito il piano di dimensionamento scolastico trasmettendolo all’Ufficio Scolastico Regionale. Per l’Area della Valle Vitulanese sono state completamente disattese e stravolte le volontà di ben 4 consigli comunali e cioè di Campoli, Cautano, Castelpoto e Tocco Caudio”.
Da qui la bordata alla Palmieri: “Eppure l’Assessore Provinciale Palmieri aveva dato assicurazioni che, nel rispetto dei limiti imposti dalla legge, avrebbe rispettato la volontà dei comuni interessati. Noi quattro comuni avevamo proposto l’accorpamento dei suddetti plessi scolastici con unica Direzione Didattica in Cautano”.
A supporto della tesi espressa dai sindaci Antonio e Mario Saverio Orlacchio, Isidoro Simeone e Antimo Papa, una serie di motivi: il comune di Cautano è storicamente sede di Direzione Didattica, geograficamente è centrale e ben collegato con gli altri Comuni; la popolazione scolastica dei quattro comuni è di 586 alunni, ben al di sopra del minimo fissato dalla legge; i comuni già esercitano in forma associata alcuni servizi comunali ed hanno espresso la volontà di incrementare la collaborazione”.
Il sindaco Orlacchio è un fiume in piena, a dimostrazione della sua decisa volontà di difendere il territorio: “Tutt’altro è stato, né si comprendono i criteri adottati dalla Provincia nella redazione del Piano di dimensionamento. Ci si trincera dietro i lavori di un tavolo tecnico, come se si fossero invertiti i ruoli: non è la tecnica che dà l’indirizzo alla politica bensì l’inverso, come dovrebbe essere correttamente”. E’ un Antonio Orlacchio molto motivato che, parlando a nome anche dei suoi colleghi, si dice decisamente pronto a tutto pur di far valere le posizioni espresse dalla volontà popolare: “Sicuramente non staremo a guardare e noi Sindaci tuteleremo sia in Regione o, come estrema ratio, al Tribunale Amministrativo, le nostre legittime aspirazioni. Non si può, però, non restare amareggiati da una Provincia che attua gli indirizzi di un ‘tavolo tecnico’ anziché tutelare le ragioni di ben quattro Consigli Comunali”.

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