Pubblicato da: antonio | giovedì, 29 settembre, 2011

Addio all’ultima Corriera

Le aree interne sono sempre più adatte ai sacrifici e considerate capro espiatorio con tagli o come li chiamano ora razionalizzazione, dopo quelli degli ospedali, dei distretti sanitari, quelli scolastici , e la speranza oramai svanita della realizzazione di una viabilità provinciale adeguata e quella rassegnata di una manutenzione della viabilità borbonica ridotta al rattoppo della fortunata buca tra le mille sempre aperte ,ora si è diretti a decapitare un altro servizio pubblico ,il trasporto.
Nel silenzio delle amministrazioni provinciali e soprattutto locali , da qualche mese già erano stato ridotto il servizio ,con soppressione di due corse provenienti da Montesarchio e dirette al capoluogo di provincia, ora la soppressione della corsa storica l’unica interprovinciale che collegava la nostra valle Vitulanese con Napoli e Caserta ad un costo popolare poichè rientrava nelle tariffe UnicoCampania ( con unico biglietto da 5 euro si andava a Napoli e in tutti i paesi campani fino a oltre Salerno e quasi Scauri). C’erano tanti modi di razionalizzare, rendendo la corsa non di termine Paupisi ( nonostante poi da Paupisi andasse sempre al deposito di Benevento ma non potendo trasportare utenti !!!!!!booo!!) ma con capolinea Benevento. Ma si poteva stravolgere il servizio con le destinazioni di discesa e salita lontane dalla provinciale solo a prenotazione-richiesta-chiamata via sms-telefono, o limitandola al centro della valle, fino Foglianise e se non c’erano utenti per Torrecuso dirigersi direttamente in città via fondovalle ma potendo stavolta portare passeggeri. Ma come sempre i parametri per servizi pubblici sono incomprensibili ed oscuri, forse dettati dai soli contributi chilometri regionali.

I più anziani la chiamavano “la corriera” o ancora più in la nel tempo ” u Napoli”, ha trasportato migliaia di lavoratori dal periodo bellico fino agli anni 80, per la visita di leva centinaia si giovani allegri ,festanti come se si andasse a una gita , universitari che con libro alla mano cercavano di far tesoro di un ultimo ripasso .Quale dottore laureato nelle storiche facoltà partenopee non ha usufruito del suo servizio?
Si scendeva da casa sulla provinciale nel buio al cantar del gallo, assonnati e nel silenzio si cercava di percepire il rumore del suo motore, con freddo invernale, pioggia, neve l’attesa era ansiosa ma non si lasciava attendere più di tanto, da dietro la curva appariva una sagoma con fari accecanti e si cercava di scorgere se fosse essa o un autocarro .
Saliti a bordo si percepiva un’aria da lungo viaggio,si parlottava rideva con conoscenti, si raccontavano il da farsi in città, ma anche progetti e non mancavano gli inciuci . Si saliva per i tornanti fino a Tocco, poi verso il Taburno , le prime luci del sole sopra la nebbia e le nuvole basse riflettevano nei grandi vetri, si lasciava il paese nell’oscurità e ci si trovava già in chiaro giorno a Montesarchio, eppure era passata mezz’ora, venti Chilometri e sembrava già di aver raggiunto un altro mondo . Qui si percepiva già la frenesia della vita di città, sembrava essere arrivati a destinazione, avvolte si lasciava la vecchia corriera e si faceva cambio per andare a Napoli su un autobus più moderno , più adatto alla città . Su questi nuovi mezzi immancabilmente sia per la silenziosità , sia per la strada perfetta, la mancanza di curve, ma soprattutto per il sonno, ci si appisolava . Si aprivano gli occhi per via dell’andatura a singhiozzo e per il frastuono solo quando si era giunti nel traffico della metropoli, scendendo poi nel piazzale antistante la stazione un po confusi, stralunati appunto spaesati . Il ritorno era ancor più emozionante o si arrivava alla fermata con un largo anticipo anche di ore o si facevano delle corse da record ,si cercava di capire quale fosse il bus tra i tanti che ne passavano nel primo pomeriggio e di estate sotto la fermata al sole sembrava essere in un forno. Alla sua vista , c’era l’impressione già di veder il paese, mentre quando la corriera riniziava a salire per il Taburno ci si sentiva davvero a casa, rivedere la nostra vallata. montagne , paesaggi, rasserenarsi nella quiete delle nostre terre dopo una giornata di caos .
Certo il viaggio non era dei più comodi, non solo per le vetture un po obsolete ,ma di più per le condizioni stradali, si scendeva stiracchiandosi e un po borbottando come se fosse stato un viaggio transoceanico ma le si ricorda con nostalgia.
Con la soppressione dell’ultima corriera abbiamo perso un altro servizio e un pezzo della nostra storia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: