Pubblicato da: antonio | lunedì, 2 Mag, 2011

VALLE VITULANESE/ LUIGI FORGIONE LANCIA UNA PROPOSTA ALLE REALTÀ POLITICHE E CIVILI

NASCE L’IDEA DI UNA SCUOLA DELL’ARTE LOCALE
DOPO LA MINIATURA DI SANTA MARIA IN GRUPTIS, L’ARTISTA STA REALIZZANDO IN PICCOLE FATTEZZE L’EREMO DI SAN MENNA

(di Antonio Caporaso per “IL SANNIO QUOTIDIANO”)
La Valle Vitulanese è soprattutto: storia, cultura, tradizione, arte. Sono questi concetti assolutamente determinanti che le realtà amministrative locali devono tenere in considerazione se vogliono creare reali prospettive di crescita. Ecco perchè occorre un sovrano rispetto verso ciò che è e che può essere fatto nel bene del territorio. E necessario, si deve e occorre potenziare e sviluppare quello che la Valle offre. Da qui la sfida, partita come una scommessa con se stesso, lanciata da una semplice espressione della società civile vitulanese, un artista e studioso che non ama fregiarsi di tali titoli ma che è assolutamente giusto definir tale. Stiamo parlando dell’ingegnere Luigi Forgione, noto al grande pubblico del comprensorio e della provinciale sannita per aver riprodotto in maniera eccellente l’eremo e il monastero di Santa Maria in Gruptis. Forgione con meticolosità e passione ha saputo mettere a punto un lavoro eccezionale, decisamente favoloso, curato nei minimi particolari. La sensazionale opera, che ha riscosso un successo magnifico, presto verrà posizionata al centro di Vitulano. Proprio partendo da questo lavoro Luigi Forgione sta, in questo periodo, affrontando una nuova sfida: ricreare la miniatura dell’Eremo di San Menna, edificio religioso che sovrasta la cittadina di Vitulano. Il prodotto, che presto il Forgione porterà a compimento, vuole essere una sorta di rivalsa; una struttura in miniatura che contempli anche un ampliamento dello stesso eremo tradizionale. Ecco perchè l’artista ha voluto presentare un progetto molto interessante, qualcosa che incuriosisce ed appassiona. Ma l’idea di Forgione va oltre, perchè opere come queste ed un incessante e volenteroso lavoro posto alle spalle meritano il giusto apprezzamento. Quello che dunque occorre è una tutela del patrimonio e dell’arte, a questo mira lo stesso Forgione. Bisogna, quindi, potenziare il discorso ed inserirlo in un ampio raggio locale nel quale devono essere coinvolte le iniziative e gli eventi tradizionali dei singoli paesi della Valle. Perchè le opere di Forgione partono da un presupposto: ricrearle ‘sfruttando’ il meglio che il territorio può offrire. Ecco perchè per ricostruire le miniature il nostro artista utilizza la pietra e il marmo delle famose cave di Cautano e Vitulano, qualcosa che ha reso il massiccio della Dormiente famoso in tutto il mondo. L’idea resta una: potenziare questa sfida intrapresa da Forgione coinvolgendo gli artisti locali, insomma creare una vera e propria “scuola della cultura” del comprensorio e intraprendere un percorso formativo che possa portare a ricreare la Valle Vitulanese in miniatura. Un cammino di ricerca storica, di recupero di documenti e metodi artistici per produrre i modelli di ogni singolo edificio che racchiude in se i tempi che furono. Un discorso che potrebbe produrre un interessante sviluppo della filiera turistica all’interno dell’area protetta e che necessita del coinvolgimento delle amministrazioni comunali, del Parco, del Gal e della Comunità Montana. Qualcosa di unico che darebbe al territorio quella spinta in più per essere realmente protagonista. Un circuito di arte e tradizione attorno al quale possono e devono ruotare i grandi appuntamenti del comprensorio, primo fra tutti la Festa del Grano, ma anche le Rassegne del Vino organizzate a Torrecuso e Campoli, così come la stessa Festa di San Menna e il Folk Festival di Vitulano e gli avvenimenti di Camposauro. Tutte iniziative che potrebbero, se si sviluppasse il progetto avanzato da Forgione, polarizzare il grande pubblico ed il turismo in generale nel nostro comprensorio. La nuova opera già in cantiere, la ricostruzione dell’Eremo di San Menna, è la riprova di di un coinvolgimento di ogni realtà locale. Interamente costruita in marmo e pietra sarà l’ennesimo capolavoro che Luigi Forgione regalerà ai posteri e alla collettività vitulanese.

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